Direttiva europea “Case Green”: c’è ancora molto da fare

Il patrimonio immobiliare italiano appartiene per la maggior parte alla classe energetica G. Dal 2016 gli edifici di nuova costruzione sono per il 75% in classe energivora A.

Ancora nessun dato certo da Bruxelles mentre mercato e investitori sembrano aver compreso che il green è la nuova asset class di riferimento. Cosa è cambiato rispetto alla scorsa primavera sul fronte delle case green? Nelle migliori ipotesi di Bruxelles il 2050 rimane la data in cui l’asticella delle emissioni dovrebbe tendere allo zero, ma nella realtà dei fatti il futuro appare avvolto dalla fitta nebbia dell’eurocrazia. Il risultato è che ogni singolo Stato membro dovrà districarsi tra classi energetiche, interventi strutturali e investimenti rivolti a preservare il pianeta.

Non c’è nulla di ufficiale dall’Europa ma solo bozze non definitive. Riassume così il Sole 24 Ore su quel poco che trapela da Bruxelles:

  • Tendere a emissioni zero nel 2050
  • Ogni Paese deciderà la modalità
  • Nessun obbligo di classe energetica
  • Priorità ad edifici meno efficienti

LE CLASSI ENERGETICHE

L’efficienza energetica degli immobili rimane il nodo centrale del nuovo corso del settore immobiliare, un punto che porta con sé più di un impegno a costruire abitazioni rispettose dell’ambiente ma che ha sicuramente il merito di aver accelerato un nuovo modello di business. Più correttamente il rinnovato impegno verso la sostenibilità ambientale è oggi una vera e propria asset class che si estende a tutti i comparti produttivi.

Se le classi energetiche, sempre secondo quanto si apprende dalla bozza Ue, smetteranno di dominare il ruolino di marcia verso il “green”, rimane da comprendere come ogni singolo Stato membro deciderà in che modo raggiungerle, al solo fine di rispettare il patto sui miglioramenti annuali inizialmente stabiliti.

Perchè le classi energetiche passano in secondo piano rispetto a prima? fondamentalmente la questione delle lettere che indicano la classe energivora di un immobile non si è dimostrata sostenibile, visto che ogni Paese ha dei criteri differenti per la definizione delle stesse.

QUALI SONO I PAESI PIU’ ENERGIVORI?

Nella classifica stilata da Odyssee, (Database on energy efficiency indicators and energy consumption by end-use and their underlying drivers in industry, transport and buildings), per l’anno 2019, l’Italia si posiziona solo davanti a 3 Paesi che rappresentano i più inquinanti dell’Unione. Solo Belgio, Croazia e Lussemburgo riescono ad avere un consumo di energia per abitazione più elevato dell’Italia. Uno di questi motivi è ovviamente legato al fatto che gli edifici italiani sono per la maggior parte datati e quindi appartenenti a classi energetiche elevate.

Secondo i dati dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), solo il solo il 31,2% degli edifici italiani appartiene alle classi D-C-B-A, alla classe con più assorbimento di energia, la G, appartiene il 29,8% del patrimonio immobiliare, un dato importante e che rende l’idea di quanto in Italia ci sia la necessità di investire sul mercato immobiliare e quanto questo sia una vera e propria risorsa per l’economia. Per concludere l’analisi sulle classi energivore degli immobili, la classe E ed F raggiungono una quota rispettivamente del 16,4% e del 22,6%.

Per chi fosse interessato o curioso qui trovate Rapporto Annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici 2023

GLI INVESTIMENTI

Il mercato si sta muovendo e complici gli anni del bonus 110% e la spinta degli investitori c’è un gran fermento nel settore degli investimenti immobiliari. Il mercato immobiliare di pregio e di lusso, mostrano andamenti differenti da quello che può essere definito il mercato ordinario. Se nel luxury un make up in ottica green è un passo scontato e giustifica l’investimento, nel mercato ordinario l’andamento è differente. C’è un gap che continua ad aumentare tra unità immobiliari ormai obsolete e con prerogative scadenti e immobili e quartieri che meritano incentivi e sostegni per una riqualificazione capace di soddisfare la fruizione degli spazi comuni e quelli privati. Città come Roma meritano di tornare a splendere più che mai e stupire i turisti e i cittadini in ogni quartiere. In questo l’impulso che si sta muovendo verso la costruzione di nuove abitazioni è un primo passo verso il successo e la rinascita di città come Roma. Pensate e realizzate in funzione dell’abbattimento delle emissioni, con  l’utilizzo di materiali eco sostenibili e con una dotazione tecnologica rivolta al benessere e alla sicurezza, gli immobili di nuova concezione rappresentano ancora una piccola parte di quanto c’è ancora da fare.

Se stai pensando di acquistare un immobile di nuova costruzione ti presentiamo il progetto NEPAL 41

NUOVE COSTRUZIONI

Sempre secondo i dati dell’Enea, in Italia dal 2016 gli edifici costruiti appartengono per il 75% alla classe energivora A, mentre il 15% rientra nelle classi B-C-D ed il 10% ancora ad E-F-G. Nel Progetto iniziale di Bruxelles l’impegno pecuniario era stato stimato in 275 miliari ogni anno. Anche in questo caso, però, rimane l’incertezza di chi dovrebbe farsi carico, ed in che modo, delle spese.

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