Smart Home il mercato italiano vale 1 miliardo di euro

La casa intelligente piace agli italiani anche se preoccupano gli standard di sicurezza legati alla privacy. 

La Smart Home non è più un concetto nebuloso che avvolge il futuro della casa ma una realtà che vale 68 mld di euro su scala mondiale. Una vera e propria asset class che si inserisce positivamente nell’intero comparto immobiliare. 

Chi è alla ricerca di una nuova casa, pone sempre più attenzione a quelle prerogative in grado di renderla “ready to be smart” con tutte quelle funzioni che giovano non solo all’entertainment ma anche all’ottimizzazione dei consumi energetici e alla sicurezza. Green e Smart rappresentano, appunto, due importanti punti che guidano il nuovo modo di intendere la dimensione abitativa. Sempre più legata a quel concetto di Wellness Real Estate, al quale la generazione Millennials e gli investitori internazionali, come abbiamo visto anche nel rapporto sul Lusso Globale di Coldwell Banker, sono sempre più orientati ad investire. 

Un’interessante conferma di quanto la Smart Home sia una asset class di sempre maggiore interesse ce lo fornisce un recente Report, a cura del Centro Studi TIM. “Internet of Things nelle case italiane”, analizza come la centralità della casa sia sempre nei pensieri degli italiani, e come questa sia sempre più legata al concetto di smart home, ovvero la casa intelligente, digitale e connessa

 


La Smart Home è un’abitazione dotata di uno o più dispositivi interconnessi per l’automazione della casa, collegati al web e comandabili da remoto, come ad esempio:

  • Smart Speaker, altoparlanti con a bordo assistenti vocali, che hanno registrato una vertiginosa crescita negli ultimi due anni (+59% nel 2019, +11% nel 2020);
  • Elettrodomestici Smart collegati ad internet, sia piccoli, sia grandi;
  • Dispositivi di controllo e connettività locale, quali gateway e hub, prese smart e comandi;
  • Telecamere, sensori ed altri sistemi di sicurezza e protezione;
  • Home Entertainment, da cui abbiamo escluso le smart TV in quanto al momento generalmente non interconnesse con altri dispositivi;
  • Illuminazione smart e sensori per migliorare il comfort domestico;
  • Sistemi e prodotti per il controllo dei consumi energetici domestici.

 

IL VALORE DI MERCATO ITALIANO

Nel 2020 il mercato della Smart Home in Italia ha fatto registrare acquisti per circa 566 Mln di euro. Un dato che ha mostrato una lieve flessione a causa del Covid ma che nelle previsioni di crescita promette di sfondare il valore di mercato di 1 miliardo di euro per il 2023. Si tratta di un mercato Globale che vale attualmente circa € 68 Mln di euro, e che vedrà un incremento percentuale del 17% annuo, per raggiungere circa € 110 Mld di euro nel 2023.

Certo l’Europa non è ai livelli dei Paesi più “virtuosi” come Stati Uniti e Cina, i due principali mercati mondiali, cresciuti rispettivamente del 20 e del 40% nel corso del 2019. A guidare la classifica con il valore di mercato più elevato troviamo Germania e Inghilterra con un volume di circa 3,2 Mld di euro.

L’Italia e la Spagna sono il fanalino di coda per valore del mercato ma con le migliori prospettive di crescita.

Il rapporto del centro studi Tim, nonostante la flessione dovuta alla pandemia, evidenzia tuttavia un dato interessante relativo all’allargarsi della base dei clienti. Da quanto si evince sono certamente stati venduti meno oggetti ma ad una tipologia di utenti maggiore rispetto al passato. Segno che la tecnologia e le comodità della domotica sono sempre più una necessità legata al benessere. 

 

LA RISCOPERTA DELLA CASA TRA SPAZIO, TECNOLOGIA E PRIVACY

Se tra le prerogative della casa desiderata dagli italiani si fa sempre più consistente la richiesta di  spazi esterni vivibili, di una stanza in più dedicata allo smart working o alla Didattica a Distanza dei nostri figli, non passano in secondo piano le attenzioni rivolte alle soluzioni green e tutto il comparto legato alla dotazione tecnologica, sicurezza e privacy

Il ripensamento delle mura domestiche ha subito una forte accelerazione proprio nell’anno della pandemia, una condizione che ha portato uno stimolo alla necessità di acquistare oggetti connessi dedicati alla casa. In molti casi, questa necessità è stata legata al miglioramento dell’efficienza energetica, incentivata dalle opportunità offerte ecobonus e superbonus, in altri casi è stato l’aumento dello smart working a stimolare il ripensamento degli spazi domestici in ottica smart. 

Secondo un’indagine Doxa, svolta in Italia, il 46% degli intervistati, dopo il lockdown, vorrebbe apportare modifiche alla propria casa, il 16% lo farebbe per migliorare le dotazioni tecnologiche, mentre l’11% per aumentare l’efficienza energetica.

 

La casa ideale ha un collegamento internet veloce e stabile, è connessa con il wi-fi e controllabile dall’esterno attraverso lo smartphone, con sistemi di sicurezza avanzati, e rilevatori di perdite e guasti.

 

SICUREZZA E PRIVACY

Uno degli aspetti fondamentali per la diffusione sul mercato italiano degli apparecchi legati alle Smart Home è quello dell’affidabilità delle soluzioni di sicurezza e della privacy. Al centro dell’attenzione ci sono gli apparecchi Smart Speaker, come Google Home o Alexa. 

Secondo il rapporto TIM lo sviluppo del mercato italiano della Smart Home sarà accompagnato dall’implementazione di strumenti e servizi che garantiranno alti standard di sicurezza: un italiano su due (55%) preferisce non condividere i propri dati personali anche a casa, analogamente a quanto vale per inglesi (52%), francesi (53%) e tedeschi (47%). L’esempio degli Smart Speaker che ascoltano e apprendono dall’interazione con le persone e che abitualmente vengono collocati in salotto, cucina e perfino in camera da letto è quello più calzante rispetto alla ritrosia degli utenti. 

UTILITIES, INTEGRAZIONE E INTEROPERABILITA’ DEI SISTEMI

Contestualmente è necessario affrontare temi legati all’integrazione di dispositivi e soluzioni proprietarie attraverso una maggiore interoperabilità dei sistemi e dei prodotti di domotica delle diverse aziende produttrici. Ma è anche necessario mettere insieme in modo coerente e sinergico sistemi diversi tra loro (dall’antifurto, all’illuminazione, dal riscaldamento agli smart speaker). A fine 2019 Amazon, Apple e Google hanno siglato un accordo per lo sviluppo di standard comuni e interoperabili, poiché la Smart Home è un ambito che ad oggi resta ancora lontano da dinamiche competitive proprie del settore digitale ed improntate su “walled garden” e strategie di “winner takes it all”.

IL GAP INFRASTRUTTURALE ITALIANO COLMATO SOLO DAL LUXURY REAL ESTATE E DAL NUOVO

Per il 90% degli italiani la casa è in cima alla lista delle priorità, ma quasi la metà degli italiani (48%) si dice non pienamente o solo parzialmente soddisfatto della propria casa, con una differenza legata all’età e al reddito, oltre che alla tipologia di casa e al titolo di godimento dell’immobile.

Le motivazioni di tale insoddisfazione sono da ricondurre ad alcuni elementi specifici, fra cui predominano ovviamente le caratteristiche strutturali degli edifici, ma anche il desiderio di vivere in case più efficienti a livello energetico, con conseguente beneficio sia a livello ambientale sia economico, e più intelligenti, ovvero predisposte alla tecnologia per programmare con semplicità alcune attività. 

Non è assolutamente da sottovalutare il fatto che internet sia ad oggi la quarta utility dopo gas, elettricità e acqua. Prendendo a riferimento il mercato statunitense e quello britannico, più avanti dell’Italia nelle dinamiche di impatto dell’ultra broadband sul patrimonio immobiliare, in media per l’acquisto di una casa con fibra ottica si paga un prezzo del 3% più alto, che diventa il 15% in caso di affitto. Per contro le case senza connessione o con velocità di download ridotte possono valere il 20% – 24% in meno. 

Un dato che apre ad ampie riflessioni sul patrimonio immobiliare nazionale che evidenzia un gap strutturale rispetto a quello che sarà il trend immobiliare legato alle smart home. A reggere il passo, ovviamente, c’è il Luxury Real Estate, dove il concetto di “ready to be smart” è un passo avanti. Nel mercato immobiliare ordinario il valore aggiunto delle dotazioni smart installate porta un valore aggiuntivo che va dall’1% al 5%. Inoltre le dotazioni smart influiscono anche sulla riduzione dei tempi di vendita dell’immobile, come un buon servizio fotografico, un home staging ed altre azioni di marketing immobiliare, come quelle che realizziamo per i nostri clienti.  

Partecipa alla discussione

Confronta gli annunci

Confrontare
WhatsApp
Valutazione immobile casa
Send this to a friend